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Biologa nutrizionista

Mangiare di tutto in quantità illimitate, non sentire la fame e allo stesso tempo dimagrire. La soluzione  ideale per chi è eternamente a dieta.

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Tra mito e realtà ecco che spicca la dieta a “calorie negative” che promette di risolvere tutti i problemi in poco tempo. Secondo questa teoria gli alimenti che hanno un effetto calorico negativo sono quelli per cui il corpo spende più energia nel masticare, digerire, metabolizzare ed eliminare il cibo rispetto al quantitativo di energia ingerita. Tutti gli alimenti contengono calorie, tuttavia gli effetti che alcuni hanno sul nostro organismo nel “bruciare calorie” sono differenti. I sostenitori di questa teoria portano come esempio diversi tipi di verdure tra cui il pomodoro, che contiene in media 19 calorie per 100g ma, per digerirlo, masticarlo ed espellerlo, il nostro organismo ne consuma circa 43. Se tutto ciò fosse vero si otterrebbe un bilancio calorico di meno 24 calorie, ovvero 24 “calorie negative”. La lista di questo tipo di alimenti ne comprende circa 100, tutti di origine vegetale e ricchi di fibre, tra cui possiamo elencarne alcuni: asparagi, cavolfiore, sedano, carote, peperoncino, cetrioli, aglio, lattuga, limone, pompelmo, arance, papaia, ananas, gli spinaci, rape, zucchine, mirtilli ecc. Ovviamente a questi alimenti non dovranno essere aggiunti condimenti e andranno masticati a lungo. Va sottolineato che una dieta basata  solo su questa tipologia di alimenti non è proponibile in quanto sarebbe gravemente carente di macro e micronuntrienti. L’idea comunque non è nuova, e anche se non è provato il bilancio negativo, si basa sulla termogenesi indotta dalla dieta. Questa può essere valutata in circa 7-15% del dispendio  energetico  totale e varia  in funzione della quantità e del tipo di alimenti ingeriti. Dopo l’ingestione di un pasto la spesa energetica è più alta per un periodo di circa 4-8 ore, e l’attività metabolica può arrivare ad aumentare fino al 40% per poi diminuire gradualmente fino a riportare il metabolismo nelle condizioni basali. La termogenesi di distingue in: “facoltativa”, legata alla quantità di alimenti assunti e “obbligatoria” dovuta all’utilizzazione dei singoli nutrienti (processi fisiologici e metabolici). Lo stimolo termogenico maggiore è dato dalle proteine (10-35% dell’energia ingerita), mentre valori inferiori sono attribuiti a carboidrati (5-10% dell’energia ingerita) e i lipidi (2-5%). Esiste infine una termogenesi dovuta a sostanze ad azione nervina presenti in prodotti di uso comune (caffè, tè, ecc.) che può assumere, in base all’entità dei consumi, un significato rilevante. Per aumentare la termogenesi possiamo includere bevande quali il tè verde e il caffè, in grado di incrementare la disponibilità di noradrenalina stimolando la lipolisi per la produzione di calore (tuttavia, non sono da sottovalutare i possibili effetti collaterali  quali ipertensione e tachicardia). Altri alimenti da prendere in considerazione per la loro azione termogenica derivano da piante del genere Capsicum come il peperoncino piccante che contiene un composto chimico la capsaicina presente in diverse concentrazioni e responsabile del caratteristico aroma piccante. Dal punto di vista nutrizionale, anche le diete iperproteiche determinano un aumento della termogenesi indotta dalla dieta. In questo caso si ottiene una maggiore velocità di dimagrimento in quanto l’organismo spende più energia per digerire le proteine. Questo tipo di dieta  però deve essere seguita per poche settimane, in quanto a lungo termine le proteine determinano un sovraccarico del fegato e del rene provocando un forte stato di ritenzione idrica e nei casi più seri danni epatici e renali. Da tutto questo possiamo però estrapolare che il basso apporto calorico degli alimenti compresi nella  suddetta lista ci possono aiutare per minimizzare il senso di fame introducendo alimenti a basso apporto calorico ed elevato contenuto di fibre. Per concludere, l’unica sostanza che può veramente essere definita  a “calorie negative” è l’acqua fredda o il ghiaccio: un singolo bicchiere di acqua a 0°C ci fa consumare circa 8 calorie per riportarlo alla temperatura corporea. Un consiglio?  Attenti alle congestioni!