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Biologa nutrizionista

Abstract:

Esistono molte leggende sull’origine della diffusione del caffè: la più famosa è quella del pastore Kaldi che portò a pascolare le sue capre, le quali un giorno masticarono una pianta con le bacche rosse. Durante tutta la notte le capre invece di dormire si misero a vagabondare ed erano molto attive.

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Esistono molte leggende sull’origine della diffusione del caffè: la più famosa è quella del pastore Kaldi che portò a pascolare le sue capre, le quali un giorno masticarono una pianta con le bacche rosse. Durante tutta la notte le capre invece di dormire si misero a vagabondare ed erano molto attive. Da questa osservazione Kaldi abbrustolì i semi della pianta e fece il primo caffè della storia. Nel XVI secolo lo utilizzavano i Sufi yemeniti come bevanda tonica per rimanere svegli durante le preghiere, e circa un secolo dopo inizia a diffondersi in Europa dove viene considerato come  medicinale. Artusi indica nella città di Mokha nello Yemen l’origine del caffè.

Poche sostanze sono state studiate a fondo come il caffè e fino ad ora non è stata dimostrata alcuna azione realmente nociva sull’organismo .

Il caffè è una bevanda che si ottiene dalla torrefazione e macinazione di semi  di un arbusto tropicale che ha come luogo di origine l’Etiopia sud occidentale. Appartiene alla famiglia delle Rubiacee. Questi semi vengono utilizzati dopo essere stati tostati per produrre un infinito numero di bevande che vanno tutte sotto il nome generico di caffè: caffè espresso, americano,  lungo, greco,  liofilizzato, moka  ecc.. Le piante con le quali viene prodotta questa bevanda appartengono al genere Coffea e le specie sono principalmente due: Coffea arabica, più pregiata perchè la pianta produce un caffè più aromatico, ma più difficile da coltivare in quanto pianta delicata che cresce meglio in montagna e  Coffea canephora  (detta anche robusta), pianta più facile da coltivare, che però produce un caffè meno aromatico. Oggi i maggiori produttori mondiali di caffè sono il Brasile, Vietnam, Colombia ed Indonesia. Seguono, con ordine variabile a seconda delle annate, Messico, Guatemala, Honduras, Perù, Etiopia e India. La lista delle sostanze che compongono la bevanda del caffè è molto lunga e ancora decisamente incompleta. Nel caffè possiamo trovare minerali come il potassio, vitamine come la trigonellina, un precursore della niacina (vitamina B3), grassi terpenici come kaveol e kafestol, gli acidi clorogenici, molto più presenti nel caffè verde, che sono antiossidanti naturali. Il caffè tostato invece contiene più  tannini e melanoidine. Ma il componente più famoso del caffè è indubbiamente la caffeina. Il contenuto di caffeina di una tazzina di caffè espresso è 62-68 mg se il caffè è prodotto con la varietà arabica, un po’ di più se viene utilizzata la robusta. Gli effetti che il caffè ha sul nostro metabolismo sono vari e sono legati anche al numero di sostanze che esso contiene. Ad esempio il caffè, dopo pochi minuti dall’ingestione, modifica il profilo della glicemia e dell’insulinemia, regolarizzandolo. Sembra che tale azione sia dovuta all’acido clorogenico che ha un effetto antagonista nel trasporto del glucosio. Il caffè può essere utile anche nella stipsi, in quanto stimola l’attività motoria del colon. È anche molto utile nel processo digestivo, e tuttavia stimola la secrezione gastrica, per cui dovrebbe essere evitato da chi soffre di disturbi dovuti a una eccessiva secrezione gastrica quali gastriti, ulcera peptica, etc..  Sono molti gli studi epidemiologici e sperimentali che dimostrano le proprietà protettive del caffè contro il rischio di numerose e gravi patologie epatiche. Il caffè esplica quindi molteplici azioni benefiche. Oltre ai ben noti effetti sulla concentrazione e sulla veglia, dà un’immediata sensazione di energia, diminuisce l’appetito. Inoltre la caffeina aiuta a bruciare i grassi. Il caffè ha anche un’azione neuro-protettiva, dovuta alle sue componenti  antiossidanti, e questo apre le porte a studi sulla cura del Morbo di Parkinson e l’Alzheimer, malattie correlate allo stress ossidativo. Infine è stata dimostrata un’azione antalgica del caffè nei confronti delle emicranie. Termino questo viaggio sul caffè con le parole del giornalista Heinrich Eduard Jacob “La scoperta del caffè fu, a suo modo, importante quanto l’invenzione del telescopio o del microscopio. Il caffè infatti ha inaspettatamente intensificato e modificato le capacità e la vivacità del cervello umano.”

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